pixelcut-export-removebg-preview

CHIESA 

 CHIESA DI SAN GIORGIO IN VELABRO 

L

 

a  Chiesa  di  San  Giorgio  in  Velabro  è una tipica espressione del cristianesimo delle origini.  L’austera semplicità rivela una datazione del V-VI secolo; utilizzata inizialmente come diaconia, la maggior parte della struttura attuale è stata edificata sotto il pontificato di Leone II (682 – 683), ma come spesso accade il risultato è frutto di stratificazioni successive che portano la Chiesa a relazionarsi con i secoli a venire…

Sorge nei pressi del cosiddetto arco di Giano e immediatamente accanto all’arco degli Argentari, nella piazzetta della Cloaca Massima, non lontano dal luogo in cui la leggenda colloca il ritrovamento dei gemelli Romolo e Remo da parte della lupa.

La chiesa, che ricade nel territorio della parrocchia di Santa Maria in Portico in Campitelli, è una rettoria affidata all’ordine della Santa Croce, ed è sede della diaconia di San Giorgio in Velabro, fra i quali cardinali titolari sono annoverati i futuri pontefici Bonifacio IX (1381 – 1385) e Martino V (1406 – 1417), nonché il beato Pietro di Lussemburgo (1384 – 1387, pseudocardinale dell’antipapa Clemente VII) e san John Henry Newman (1879 – 1890).

Essa è inoltre la chiesa stazionale del giovedì dopo le Ceneri, istituita tale da papa Gregorio II (715 – 731).

 Scopriamo di più… 

All’interno, molte sono le iscrizioni in pietra, alcune delle quali sono in greco e hanno quindi l’importanza di dimostrare la presenza dei monaci greci in questa zona; inoltre, San Giorgio era il martire cristiano, soldato di Cappadocia, per cui è naturale che  questa chiesa divenisse  il centro del culto dei bizantini a Roma); un’iscrizione in particolare, quella più alta nel muro del campanile, merita attenzione: probabilmente un avanzo dell’antica schola cantorum, rappresenta un raro esempio di scultura del IX secolo: un angelo annuncia la venuta del Messia ad una figura con la barba (probabilmente Gioacchino, mentre la figlia Maria è parzialmente nascosta).

Nella volta dell’abside, su uno sfondo austero, emerge l’unica decorazione policroma ad affresco della chiesa di San Giorgio in Velabro; eseguito dalla scuola di Pietro Cavallini tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo, mostra :

al centro Cristo tra la Vergine e San Giorgio a sinistra e San Pietro e San Sebastiano sulla destra.

Secondo la tradizione, il martirio di San Sebastiano – trafitto dalle frecce – avvenne proprio in questa area, per cui la chiesa di San Giorgio in Velabro divenne la naturale custode delle sue reliquie.

L’altare formato da quattro colonne e architrave mosaicato, termina a piramide tronca.

Una struttura molto singolare che dona alla chiesa questa particolarità e un significato intrinseco che potrebbe avere un chiaro collegamento con la storia del Santo Patrono.

« A “rafforzare” la mia tesi da amante della storia e della simbologia è, da un lato, la vita di San Giorgio come è stato denotato nella sezione  “Patronus Noster“… » 

La nascita in una famiglia benestante – simbolo di stabilità e benessere – crescere e affermarsi nel mondo, diventando anche un importante Ufficiale – simbolo di concretezza, rispetto ma anche di importante sacrificio – continuare a lottare – valori, fede, ideali – fino alla fine – stroncato e quindi mancanza di certezze all’esterno – 

« …e dall’altro, la reliquia custodita in questa chiesa. » 

La reliquia appartenente a San Giorgio che ancor oggi, è conservato sotto l’altare, dove fu destinata da papa Zaccaria nell’ VIII secolo è – Il cranio –.

In passato, altre reliquie di San Giorgio sono state “dislocate” ed erano presenti in altre chiese tra Francia, Spagna, Italia e in Terra Santa ove vengono conservate nella cripta della Chiesa di San Giorgio a Lydda.

error: All Contents Is Protected By NAR.LAB\'s Copyright!
it_IT