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PATRONUS 

  GEORGIUS 

I

 

l culto del Santo è molto antico, ma, le notizie biografiche certe sulla vita di S. Georgius Martire sono piuttosto scarse.

Come per altri Santi, si narrano fatti tra storia e leggenda. La maggior parte delle informazioni che si hanno sul Santo, provengono dalla Passio Sancti Georgii, ritenute però apocrife.

Vissuto nel IV secolo e originario della Cappadocia, l’odierna Turchia, Georgius era figlio dei ricchi nobili Geronzio (di origine persiana) e Policronia (di origine turca). La madre, di nascosto, lo educa sin da subito alla religione cristiana.

Passato in Palestina, Georgius, diventato un uomo di bell’aspetto, si arruola nell’ Exercitus Romanus dell’Imperatore romano Diocleziano.

Comportandosi da valoroso soldato, diventò un importante ufficiale delle milizie e guardia personale dello stesso Diocleziano.

Il 23 febbraio 303, l’Imperatore, emana il “primo editto” o “editto contro i cristiani” e il giorno successivo alla pubblicazione, ordinò la distruzione delle scritture cristiane, dei libri liturgici e dei luoghi di culto in tutto l’Impero; proibì ai cristiani di radunarsi per il culto e li privò anche del diritto di petizione ai tribunali, cosa che li rendeva potenziali oggetti della tortura giudiziaria; i cristiani quindi, non potevano rispondere alle cause intentate contro di loro in tribunale. Infine i senatori cristiani, gli equites, i decurioni, i veterani, e i soldati furono privati dei loro ranghi, e i liberti imperiali, furono nuovamente ridotti in schiavitù.

Seppur l’Imperatore chiese che l’editto fosse perseguito “senza spargimento di sangue”, a dispetto della richiesta di Diocleziano, i giudici locali spesso applicarono esecuzioni durante la persecuzione, poiché la pena capitale era tra i loro poteri discrezionali.

Georgius ormai cavaliere, e di cui si conosceva chiaramente la fede cristiana, si trovò a subire più volte “la richiesta” di abiurare.

Alle numerose opposizioni di rinunciare alla propria fede, gli venne intimato l’ultimàtum: “Se non avesse abiurato, sarebbe stato arrestato”.

Al suo netto rifiuto, venne arrestato, incarcerato e sottoposto a terribili torture.

Georgius, forte della sua fede, con indomito coraggio sopporta le sofferenze, compiendo anche prodigi.

Portato in un tempio pagano per costringerlo a rinnegare Christo; con un soffio abbatte gli idoli di pietra.

Convocato un mago-stregone per dissuadere Georgius; fù proprio il giovane cavaliere a convertire il mago portandolo alla fede cristiana.

Infine l’imperatore Diocleziano, non riuscendo in nessun modo a sopraffare l’ufficiale, lo condanna a morte.

 IL DRAGO

« La leggenda del  Drago  e/o  S. Georgius e il Drago,  comparve molti secoli dopo e, precisamente nel Medioevo  (tra il 1180 ca. e il 1290 ca.),  nella  “Legenda  †  Aurea”  di  Jacopo da Varagine  (440 – LVI).

Si fissa la figura di S. Georgius come cavaliere eroico, che tanto influenzerà l’ispirazione figurativa degli artisti successivi e la fantasia popolare.

 

Essa narra che nell’antica città di Silena nella provincia della Libia, vi era un lago vasto come il mare, tale da nascondere nelle sue profonde acque, la dimora di un maestoso drago.

Il terribile drago, più volte aveva messo in fuga il popolo che lo aveva affrontato in armi e spesso avvicinandosi alle mura della città, soffiando fiamme dalla bocca, avvelenava i campi, l’aria e uccideva chiunque incontrasse nel suo cammino.

I poveri abitanti del paese, d’accordo con il loro re, decisero che per placare il furore del drago e la malignità delle sue gesta, gli avrebbero portato in dono animali da sacrificare quotidianamente.

Quando questi, a distanza di tempo, cominciarono a scarseggiare, si iniziò a pensare un’alternativa :  offrire in sacrificio al drago, un giovane o una giovane tirato/a a sorte senza alcuna eccezione. Sorteggiare quindi, tra tutti i giovani del paese chi sacrificare al drago, sembrava essere la soluzione migliore.

Così deciso, il re emanò un “Rex Edictum” per ufficializzare la decisione.

Un giorno però…, fu estratta la giovane principessa Silene, unica figlia del re!

Il re, terrorizzato offrì il suo oro, il suo argento e metà del regno, alla famiglia che avesse dato il proprio figlio o figlia in sostituzione della sua, ma il popolo si ribellò, avendo visto morire tanti dei loro figli.

Il re allora, chiese otto giorni di tempo affinchè potesse piangere la sua unica figlia.

Il popolo accettò!

Alla fine dell’ottavo giorno, il re dovette cedere e la giovane fanciulla, vestita con le sue vesti migliori, chiese la benedizione del padre prima di andare incontro al suo destino. Il re la benedì tra le lacrime, e lei, piangente si avviò prendendo la strada che la portava al grande lago.

Passò proprio in quel frangente, il giovane cavaliere Georgius, il quale, appreso dalla giovane fanciulla dell’imminente sacrificio, rincuora la principessa, promettendole il suo intervento per salvarla.

Quando il drago uscì dalle acque per ghermirla, sprizzando fuoco e fumo pestifero dalle narici, il giovane cavaliere non si spaventò: salì sul suo bianco destriero e armato di fede e coraggio, lo affronta ferendolo con la sua lancia.

Decide però di non uccidere il drago poiché in quegli occhi così tenebrosi, vide una luce di sacralità.

Disse alla fanciulla di non avere paura e, di avvolgere la sua cintura d’oro, al collo del drago per portarlo via con sé…

Una volta fatto ciò, l’essere, prese a seguirla docilmente e fedelmente…cosicché i tre andarono verso la città!

Gli abitanti erano atterriti nel vedere il drago avvicinarsi, ma Georgius li rassicurò: “Non abbiate timore, Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago. Abbracciate la fede in Christo, ricevete il battesimo e il mostro diverrà protettore della città”.

Il re e la popolazione, capirono che quel drago così feroce, in realtà voleva solo difendersi a sua volta.

La principessa ed il regno, trovarono nel drago un protettore.

Per riconoscenza a San Georgius e alla sua impresa, il re e tutto il suo popolo, si convertirono a Christo ricevendo il battesimo proprio in quelle acque ormai limpide e pure. »

 

Nel medioevo l’iconografia del drago e di San Georgius, veniva spesso utilizzata come segno di riconoscimento per coraggio, forza, tenacia, resistenza, conquista in una lotta simbolo con la vittoria del bene versus il male.

Proprio per questo, il culto di San Georgius si diffonde ovunque nel mondo, tanto da farlo divenire il Santo Patrono degli Ordini Cavallereschi, che vi videro incarnati in esso, i loro ideali.

Nel 1348 re Edoardo III istituisce in suo onore l’Ordine dei Cavalieri di San Georgius e lo proclama patrono d’Inghilterra, dedicandogli il celebre grido di battaglia Saint George for England.

San Georgius viene invocato per avere aiuto in genere, contro i serpenti velenosi, l’eruzione dei vulcani, le malattie della pelle e le dermatiti.
È protettore di scouts, soldati, militari, cavalieri e cavalli, Forze Armate, arcieri, esploratori, ospedali. Protegge anche i mariti.
Oggi San Georgius riposa a Lidda (Israele) nel santuario a lui dedicato in Terra Santa.

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